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Biografia di Giuseppe Lazzarotto_

11/2/1909 Nasce a Valstagna, primo di 8 figli da Giacomo Lazzarotto (Giaco Martini) e da Filomena Cavalli.

1916    Giuseppe si ricordava di aver visto da casa sua la “Brigata Sassari” che saliva sull’Altopiano d’Asiago preceduti dalla banda musicale che suonava “il soldato innamorato”. Ricordava inoltre che la nonna Beppa offriva ai soldati qualche fetta di polenta e formaggio.

1917    Dopo Caporetto, per l’avvicinarsi pericolosamente del fronte, tutti gli abitanti di Valstagna vengono sfollati altrove. Giuseppe e la famiglia finiscono a Benevento.

1919    Ritornano a Valstagna, il paese è ridotto in macerie. La famiglia si stabilisce a Fontanella ai piedi della “Calà del Sasso” frazione di Asiago. Il padre Giacomo crea una piccola impresa edile, con tutte le rovine causate dalla guerra il lavoro non manca, la famiglia per qualche tempo gode di un certo benessere. Giuseppe aiuta la famiglia in qualche lavoretto, come portare le capre al pascolo. Il padre promuove con una donazione di 1.000 lire la costituzione della banda musicale. Purtroppo le cooperative entrano in crisi per mancanza di finanziamenti e le imprese falliscono, ciò avviene anche all’impresa del padre.

1924    Giuseppe con il padre emigra in Francia, a Unnecurt in Alsazia Lorena.

1925    Si trasferisce a la Tour-du-Pin nell’Isère con il padre e alcuni compaesani dove trova impiego in una corderia. Dopo qualche tempo torna a Valstagna col padre.

1927    Giuseppe ha 18 anni e non ha lavoro, con una bicicletta presa in prestito da una zia emigra a Venaria Reale (To). In quegli anni a Venaria Reale si stanno realizzando importanti opere pubbliche e private, il villaggio per gli operai della Snia Viscosa, scuole ecc. Giuseppe trova cosí lavoro. Si impiega successivamente alla Otis e poi alla Martiny dove impara il mestiere di elettricista.

1930    Presta servizio militare nel corpo degli Alpini a Verona. Fra i commilitoni ricorda Dondi dell’Orologio che lo chiamava con l’appellativo di “Sagoma”. Durante il servizio militare viene anche impiegato nel recupero salme sui monti della Guerra.

1931    Finito il servizio militare si ricongiunge con la famiglia a Venaria Reale.

1932    La famiglia ritorna a Valstagna a causa della salute cagionevole della madre Filomena. Al paese ritrova sempre miseria e fame.

1933    Con altri paesani viene ingaggiato per la bonifica dell’Agro Pontino, alcuni di loro resteranno definitivamente nel Lazio.

1934    Muore il padre per un infortunio in montagna, è il venerdí Santo, un sasso caduto dalla parete lo colpisce al capo mentre taglia della legna. Per il suo funerale, la banda musicale, sciolta da tempo, si ricompone per rendergli l’ultimo saluto. Giuseppe, essendo il maggiore di otto figli, deve assumersi l’onere maggiore per il sostentamento della famiglia. Svolge svariati lavori, anche il contrabbando del tabacco, come molti fanno in Canal di Brenta.

1938    Ritorna a Venaria Reale dove lavora per alcuni mesi alle “Fabbriche riunite industrie gomma Torino”.

1939    A Venaria Reale si sposa con Adele Pellin, sua compaesana. Nasce Luciano, il primogenito. Giuseppe viene richiamato sotto le armi e mandato nell’alto Cuneese. Il 5/11/1939 è congedato dall’esercito ed assunto alle Ferriere Fiat come elettricista. È nell’ambiente della Ferriera che conosce e frequenta gli anarchici, operai toscani provenienti dalle zone metallifere, che cominciano ad istruirlo sul marxismo.

1941    Nasce Marisa. Incomincia in questo periodo l’attività propagandistica contro il fascismo e contro la guerra.

1944    Nasce Giovanna. Giuseppe entra in clandestinità nelle Valli di Lanzo il 4/5/1944. Realizza i primi disegni a carboncino e china nel periodo partigiano, disegna sulla carta assorbente delle cartiere Burgo di Germagnano, paese delle Valli di Lanzo.

1945    Durante un rastrellamento viene ferito. Nelle formazioni partigiane ha la qualifica di comandante di distaccamento ed è conosciuto con il suo nome di battaglia: “Proletario”. Il 7/6/1945 torna in famiglia a Venaria. Riprende il suo posto di lavoro alle Ferriere della Fiat.

1948    Perde Luciano il figlio primogenito. Prende lezioni di pittura da Venanzio Zolla mentre continua a lavorare come operaio. Incontra Francesco Menzio a Palazzo Carignano e frequenta la Promotrice delle Belle Arti.

1951    A Torino vince il 1° premio alla “Mostra dei lavoratori”. È tra gli animatori del “Gruppo Promotore delle arti fra lavoratori”.

1952    Su sollecitazione del prof. Menzio, che gli paga anche il biglietto del treno, visita la Biennale di Venezia.

1953    Espone le prime opere in mostre collettive alla Promotrice delle Belle Arti e a Palazzo Chiablese.

1955    Su sollecitazione del prof. Menzio, visita a Milano la mostra del Caravaggio. Espone alla mostra sulla Resistenza di Biella con Guttuso, Manzù, Zancanaro, Treccani.

1956    Mentre dipinge fuori dalla Biennale di Venezia, un passante attratto dal suo lavoro si ferma, si presenta e ha parole di vivo apprezzamento per il lavoro di Giuseppe. Il passante è Andrei Goubert, conservatore del Museo Puskin di Mosca. Giuseppe gli fa omaggio del quadro che Goubert esporrà in una sala del museo.

1961    Prima personale alla Galleria Caver di Torino. Menzio gli cura il catalogo, vi sono numerose recensioni. Giuseppe aveva già partecipato a numerose mostre collettive, tra cui quella alla Camera del Lavoro di Torino.

1969    Va in pensione come operaio (agosto). In ottobre torna definitivamente con la moglie a Valstagna.

1970    È eletto consigliere di minoranza al Comune di Valstagna.

1989    Muore la moglie Adele all’età di 70 anni.

2001    La sua ultima mostra è l’esposizione antologica “Luoghi di vita e di memoria” a Bassano del Grappa.

27/8/2002 Muore a Valstagna all’età di 93 anni.